Lorem ipsum gravida nibh vel velit auctor aliquet. Aenean sollicitudin, lorem quis bibendum. Sofisticur ali quenean.

INSTAGRAM

Blog

Barefooting e creativita': cosa li collega?

Cosa collega il barefooting con la creativita’ e la liberta’? Ci avevate mai pensato….

Vi svelo come sono arrivata al titolo di questo articolo, perche’ i giri della mia mente sono sempre stati assai complicati, ma ultimamente ancor di piu’! ? Sara’ un caso di risveglio repentino di ghiandola pineale, oppure eccesso di pranayama, oppure ancora il fatto che sia diventata vegetariana…chissa’!?

A proposito di barefooting…

Tutto parte in verita’ da lunedi’ scorso. Durante una pratica di yoga “in solitaria” mi sono rotta una falangetta del piede destro e da allora non riesco a non pensare ai miei piedi. In generale ho analizzato la situazione “mio piede destro sfigato” per tutta la settimana, trovando milioni di spiegazioni possibili al fatto che io “decida” inconsciamente di farmi sempre male li.

Detto cio’…..il collegamento di idee che porta all’articolo e’ stato il seguente: PIEDI – CREATIVITA’ – LIBERTA’ – ZUCKERBERGSTEVE JOBS – YOGA – BAREFOOTING.

Fra poco vi spiego tutto! ?

Barefooting e creativita': cosa li collega?
Barefooting e creativita’: cosa li collega?

Cos’e’ il barefooting?

In verita’ il barefooting e’ un movimento che e’ nato in Nuova Zelanda. Lo sapevate? Io per nulla….Da li si e’ poi mosso in America, per giungere in Europa, Italia compresa, ove le persone che lo praticano sono conosciute anche come gimnopodisti nati scalzi.

Una vera filosofia di vita, più che una disciplina, il barefooting attira le persone che amano vivere, camminare o correre a piedi nudi riappropriandosi degli spazi naturali e delle sensazioni che può trasmettere al corpo il contatto diretto col terreno.

Quindi, i nostri piedi, soprattuto se nudi, riportano il nostro cervello ad una fase di liberta’ e in alcuni casi di creativita’.

Cosa collega il barefooting alla liberta’? Quali sono i benefici?

Effettivamente l’uomo per migliaia di anni ha camminato a piedi scalzi, affrontando qualsiasi terreno ed asperita’, riforzando i suoi piedi e probabilmente la resistenza e resilienza rispetto al mondo circostante.

I nostri piedi poi, se analizziamo tutto da una punto di vista strettamente olistico, sono il nostro collegamento con la terra, il nostro radicamento, il primo chakra (Muladhara).

“Io esisto”.

Mulhadara è il primo chakra, la radice ed il sostegno dell’organismo. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla volontà di vivere, al soddisfacimento dei bisogni materiali ed alla sicurezza personale. Le qualità che lo caratterizzano sono la determinazione, la fermezza, la stabilità, l’autostima.

Forse nel mio caso, visti i continui cambiamenti della mia vita in questi ultimi anni, il mio primo chakra e’ stato messo a dura prova ed il tentennamento in alcuni momenti ha fatto scaturire questa continua ossessione/fratturine/piededestro!

C’e’ anche da dire che il povero piedino destro e’ stato vittima di un incidente molto tempo fa, quindi, i suoi punti marma (punti vitali in ayurveda) sono tutti lesi e, di conseguenza, e’ piu’ debole del sinistro.

Vogliamo poi aggiungere che sono mancina! ?

Quindi, la mia parte destra e’ per eccellenza la piu’ debole.

Parte maschile e parte femminile

Posso aggiungere anche altro…..e qui forse e’ la parte piu’ interessante….per me…visto che praticamente mi sto psicoanalizzando, partendo dal mio piedino destro “offeso”?.

L’emisfero sinistro si distingue nella gestione di qualità normalmente considerate maschili: l’attività fisico-materiale o la razionalità. Mentre il destro è più in relazione con tipiche doti “femminili”: la creatività, la percezione, l’intuizione.

La parte destra del corpo è governata dall’emisfero sinistro mentre la sinistra da quello destro. 

Ergo….. che io abbia qualche problemuccio con la mia parte maschile NON E’ CERTO UNA NOVITA’! SUVVIA! Pero’…e mi riferisco direttamente al mio emisfero sinistro:”Non e’ necessario fracassarmi il piede destro ciclicamente!”.?

Torniamo al barefooting…che e’ meglio!

Oggi in tv guardavo The Social Network, poi mi e’ venuto in mente un pezzo del film dedicato a Steve Jobs, il primo, con Ashton Kutcher. Se ci fate caso Zucherberg e Jobs hanno un “cattivissimo” rapporto con le scarpe. Infatti, spesso nei rispettivi film li vedete girare a piedi nudi o con le ciabatte in pieno inverno e sulla neve. Che significato possiamo dare a queste coincidenze?

Piano fisico e barefooting….

Effettivamente i piedi sono un complesso intreccio di muscoli, tendini e terminazioni nervose. Per mantenerli in forma bisogna allenarli costantemente. Calzare sempre delle scarpe non aiuta, anzi pregiudica spesso il naturale sviluppo di una parte fondamentale del corpo umano. Lasciare il piede libero di muoversi aiuta innanzitutto a prevenire patologie gravi alla schiena, alle anche e alle ginocchia. È dimostrato che i popoli abituati a vivere scalzi presentano piedi generalmente sani e non solo.

Tra i vari vantaggi offerti dalla camminata a piedi nudi vi sono il sostegno ai dischi intervertebrali e quindi a tutta la spina dorsale e, soprattutto per le donne, la riduzione delle vene varicose e la stimolazione della circolazione sanguigna di tutto il corpo.

La camminata scalza, inoltre, attiva in maniera straordinaria tutta la muscolatura di cosce e glutei, come provano tanti sport che vengono praticati a piedi nudi come il beach tennis, il beach volley, il pilates, lo yoga, il karate ed il judo.

Piano mentale e barefooting…..

Da un punto di vista mentale, invece, camminare a piedi scalzi ci mette in diretta connessione con un parte ancestrale del nostro cervello, ma anche con un mondo di sensazioni e creativita’. Non a caso alcuni dei migliori geni del nostro tempo, ma anche del passato erano veramente restii a “coprirsi i piedi”.

Mi sono domandata cosa induca pero’ queste sensazioni. Il collegamento con la terra significa essere anche sicuri di se’. Io esisto, io sono qui e rivendico il fatto che le mie idee siano originali, di spessore.

Diciamo allora che il TORNARE AL PROPRIO STATO DI NATURA, cioe’ ad una situazione in cui ci si sente bene con noi stessi, dove ci si sente valorizzati e realizzati, induce il nostro “io” a spiccare e forse a rifiutare regole e costrizioni. Oppure e’ il contrario….puo’ essere che esistano al mondo (ne sono certa!) persone ben radicate e self-confident (questo aggettivo in inglese per me ha sempre avuto una fortissima valenza…piu’ che in italiano!) che trovano ispirazione al ritorno alle cose semplici e che non hanno bisogno di SCARPE!

Bene….questo articolo poteva anche avere come titolo:”Filosofeggiamenti del piede”.

Spero di avervi svelato qualche simpatica curiosita’…nonche’ qualcosa di me che non sapevate. Certo, non che fosse il vostro primo interesse sapere “cose strambe” sul mio piede destro!!!!

Potrei anche aggiungere:”RIDIAMO VISIBILITA’ AL NOSTRO PIEDE DESTRO“.

Perche’ il sinistro e’ sempre stato piu’ protagonista, non vi pare?

Namaskar!?

Pamela Golin

Leave a Comment: