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Elaborazione di un trauma? Proviamoci insieme.

Come gestire le conseguenze derivanti da un trauma? Come tramutare il dolore in consapevolezza?

Mmmmmmmm domandone vero!? ?

Penso che ognuno di voi, anche solo in piccola parte, si sia trovato a gestire l’elaborazione di un trauma ed il dolore che da esso deriva.

Le sensazioni che si provano in questi momenti possono essere passeggere, ma possono anche accompagnarci per il resto della nostra vita in modo consapevole o inconscio.

Naturalmente esistono differenti tipi di trauma ed il dolore e la pena da essi provocato e’ assolutamente antitetico.

Elaborazione di un trauma: cosa fare?

Qualche tempo fa ho acquistato un bellissimo libro che potrebbe aiutarvi, su consiglio di una mia amica psicologa. 

Elaborazione di un trauma? Proviamoci insieme.

Elaborazione di un trauma? Proviamoci insieme.

Bessel van der Kolk e’ uno dei piu’ importanti pionieri nella ricerca e nel trattamento dello stress traumatico. Ha fondato il Trauma Center di Brookline (Massachusetts) e dirige il Complex Trauma Treatment Network.

E’ stato anche professore di Psichiatria alla Boston University School of Medicine.

Effettivamente il trattamento dei traumi e delle emozioni e’ cosa piuttosto recente. Soprattutto delle emozioni collegate al nostro corpo.

Ora sappiamo che mente e corpo sono collegati, ma per molto tempo queste connessioni erano meno che palesi. 

Bessel van der Kolk inizia a curare i traumi post guerra in Vietnam “riesumando” letteralmente un unico testo del 1921, anche se dei collegamenti corpo/mente ne aveva gia’ parlato Charles Darwin con L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali.

Emozioni ed elaborazione di un trauma.

Emozione dal latino emovere (muovere fuori, scuotere).

E’ cosi’ che vi sentite quando elaborate un trauma: una grave perdita, una delusione d’amore….

Il vostro corpo in questi momenti e’ scosso da ondate di dolore che si alternano a momenti di stasi, rimanendo bloccati in modalita’ sopravvivenza, poiche’ le energie vengono impiegate per combattere nemici invisibili. LE EMOZIONI!

Questo stato di emergenza mortifica la vostra vita e perderete in determinazione ed orientamento. 

Per eliminare queste sensazioni alcuni di noi sarebbero disposti a tutto: stordirsi con droghe, alcol, oppure infliggersi un dolore catartico. 

Sistema nervoso e trauma.

Il sistema nervoso puo’ essere un vostro amico in questi momenti, ma bisogna sapere come “utilizzarlo”. Il sistema nervoso simpatico e’ responsabile delle vostre reazioni “attacco/fuga”, ma anche di tutte le funzioni attive della vostra vita. Diciamo di quelle che potete “comandare”.

Il sistema nervoso parasimpatico, invece, va contro le vostre emozioni e si occupa essenzialmente di promuovere le funzioni autoconservative (digestione, battito cardiaco…).

Come potete gestirli a vostro beneficio?

Quando inspirate profondamente attivate il sistema simpatico, quando espirate quello parasimpatico. Il primo accelera il battito cardiaco, il secondo lo rallenta. 

Quando dobbiamo gestire il dolore, l’ansia, la paura, dobbiamo per forza dare spazio al nostro sistema nervoso parasimpatico e RESPIRARE PROFONDAMENTE.

Quindi, imparare a respirare dovra’ diventare per voi un must. Il modo piu’ semplice per farlo e’ iniziare a praticare Yoga. 

Elaborazione di un trauma? Proviamoci insieme.

Elaborazione di un trauma? Proviamoci insieme.

Nel libro che vi ho consigliato sopra troverete un intero capitolo ad esso dedicato.

Respirare sempre ed in modo corretto abbassa la produzione di cortisolo (ormone dello stress), aumenta la consapevolezza delle sensazioni nel vostro corpo e vi libera dalle “emozioni cattive”.

Elaborazione di un trauma: tenete un diario.

Scrivete a voi stessi! Lo scopo dello scrivere in questo caso e’ far si’ che il vostro se’ sappia cosa si sta cercando di evitare.

Affinche’ voi siate di nuovo presenti bisogna che sappiate dove siete e cosa vi sta accadendo. Quindi, e’ necessario riattivare il vostro se’ e la scrittura aiuta questo processo. 

Danzate, condividete, non rimanete soli.

Cercate di condividere attivita’ che vi interessano con altre persone, siamo esseri sociali ed il contatto fisico, ma anche verbale aiuta il nostro cervello a focalizzarsi su altro. 

Ristrutturate le vostre mappe interne.

Proiettare il proprio mondo interiore in uno spazio tridimensionale strutturato permette di vedere cio’ che sta accadendo nel teatro della mente e consente di disporre di un punto di vista molto piu’ chiaro su come reagiamo alle persone ed agli eventi del passato.

Provate a utilizzare degli oggetti per “personificare” le persone importanti della vostra vita. Queste persone prenderanno vita tramite gli oggetti.

Una volta terminato, osservate cosa avete fatto, come li avete scelti, che forma hanno, ma soprattutto quanto sono grandi.

Mettiamo che per designare vostra madre abbiate preso un divano, per vostro padre una sedia, per il resto delle persone degli oggetti di dimensioni piu’ ridotte.

Come vi sentite guardando per esempio la grandezza del divano? 

Il soggetto in questione e’ al centro dei vostri pensieri ed emozioni e, magari, voi pensavate di aver risolto con “mammina”.?

A quanto pare no! 

Una madre o un padre anaffettivi possono creare figli/e desiderosi di amore. Cosi’ tanto bramosi da ricreare l’unica situazione che conoscono per amare…cioe’ un rapporto non in equilibrio, dove voi amate tantissimo e l’altro/a e’ pressoche’ disinteressato. 

Ora nel vostro spazio tridimensionale mettete qualcosa che copra il “divano”.

Il vostro punto di vista cambiera’ totalmente! Non avrete piu’ davanti l’oppressione del mastodontico sofa e riuscirete a vedere con molta piu’ chiarezza quello che vi sta intorno.

Quando pensate che non ci siano delle soluzioni, quando pensate di annegare o soffocare, RICORDATE CHE AVETE I BRACCIOLI.?RICORDATEVI CHE DOPO TANTA SOFFERENZA PUO’ ESSERCI SOLO FELICITA’.?

Finche’ la mappa del vostro mondo sara’ basata sul trauma, sull’abuso, sull’abbandono, cercherete sempre di trovare scorciatoie per dimenticare ed evitare situazioni scomode, temendo ad ogni scelta il fallimento. 

“Una simile mancanza di sperimentazione intrappola le persone in una rete di paura, isolamento ed inadeguatezza, in cui e’ impossibile essere ben disposti verso quelle esperienze che potrebbero cambiare la loro visione del mondo.”

Bessel Van Der Kolk

In conclusione….siate coraggiosi, siate forti, affrontate il dolore, affrontate le scelte passo dopo passo, non abbiate paura di fallire, nessuno puo’ scrivere il vostro destino….se non voi stessi!

 

Namaskar!

Pamela Golin ?

 

 

 

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