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Believe in yourself! Ma tu ci credi davvero?

Believe in yourself! Frase molto impegnativa non e’ vero?

Tu credi veramente in te stesso? Nelle tue capacita’, nelle tue attitudini, provi amore verso te stesso?

Nella mia vita mi sono confrontata spesso con questa domanda…declinata in differenti accezioni, ma sempre con quel potente significato di fondo.

Le risposte che mi sono data nel tempo sono state tutte diverse ed originali ?. ORIGINALI E’ LA PAROLA PIU’ APPROPRIATA! Ora vi racconto…. ?.

Cosa significa veramente “believe in yourself”!?

Credere in noi stessi significa avere fiducia nelle nostre capacita’, essere coerenti con le nostre aspettative e con cio’ che veramente amiamo, rivolgere lo sguardo dentro di noi e non verso l’esterno, piacerci e non necessariamente piacere agli altri, essere padroni della propria vita e delle proprie scelte.

Penso che questi siano i punti saldi del “believe in yourself”….perche’ se, invece, rivediamo in negativo cio’ che ho appena scritto, il tutto potrebbe tramutarsi in: quante volte hai dubitato di te stesso, hai negato di essere capace, non hai chiesto per paura di un rifiuto, hai accettato una situazione perche’ avevi paura di cambiare, hai aspettato il benestare degli altri, hai negato a te stesso il piacere, non hai scelto…..NON HAI CREDUTO IN TE STESSO!

“Ciò che ci sta alle spalle e ciò che ci sta di fronte, sono ben poca cosa rispetto a ciò che è dentro di noi.”  RALPH WALDO EMERSON

Locus of control e credere in noi stessi.

Avete mai notato che alcune persone ostentano un’assoluta sicurezza, ma alla fine se scavate un po’ piu’ in profondita’ hanno scarse abilita’? Al contrario chi e’ piu’ introverso e diffidente sulle proprie qualita’ e’ anche piu’ assennato?

Io potrei fare una lunghissima sequela di nomi ? con scarse, scarsissime possibilita’, ma con un ego spaziale!!!!!!

Quindi, se avete le possibilita’, perche’ non credete in voi stessi? Perche’ aspettate che siano gli altri a dirvi che siete bravi in qualcosa?

Qui entra in gioco il vostro LOCUS OF CONTROL! Il problema nasce quando e’ esterno.

Locus of control esterno.

Facciamo un esempio concreto….mi piace cosi’ tanto inventare storie ? per farvi comprendere meglio.

Marco e’ un manager affermato, si occupa con successo di marketing soprattutto.

Ha una validissima segretaria (Laura), laureata e con molta esperienza nel campo.

Effettivamente Laura si occupa di tutto, scrive le mail, le firma con il nome del suo capo, organizza i suoi viaggi e suggerisce idee per nuove campagne.

Marco dal canto suo e’ un uomo molto sicuro di se’, con un ego “spaziale” (v. sopra!), un istrione, un affabulatore. Potrebbe vendere del ghiaccio ad un eschimese se volesse, ma solo ed esclusivamente perche’ sa come “stordire” le persone di parole senza alcuna valenza proficua. Laura vorrebbe chiedere un aumento al suo capo, ma non lo fa da ANNI. Lavora al fianco di Marco da un tempo immemorabile ed ancora percepisce uno stipendio base, pero’ e’ contenta del suo lavoro, perche’ Marco, a detta sua, le e’ sempre molto grato ed ogni tanto le porta un dolcetto la mattina.

LAURA! SANTA POLENTA! SVEGLIA!!!!!!!!!!?

E’ mai possibile che Laura sia cosi’ ingenua?! Si..purtroppo lo e’.

In verita’ Laura sta lontana anni luce dal suo locus of control.

Cos’e’ mai questo “luogo di controllo”? Con questa espressione si indica la modalità con cui un individuo ritiene che gli eventi della sua vita siano prodotti da suoi comportamenti o azioni, oppure da cause esterne indipendenti dalla sua volontà.

Laura non ha la ben che minima idea di come valutare se stessa e le sue abilita’. Il suo Locus of control e’ esterno in questo caso, poiche’ attende conferme da Marco.

Se, invece, Laura fosse un po’ piu’ self confident il suo Locus sarebbe interno e lei potrebbe credere nelle sue capacita’ effettive e chiedere il “benedetto” aumento”.?

Dunque….come faccio a mettere in pratica il “believe in yourself”?

La prima strada che vi posso suggerire e’ quella della CONSAPEVOLEZZA.

Vi ricordate Muladhara, il primo chakra e:“IO ESISTO”.

Tutto parte da li, dalla vostra idea di avere diritto di “occupare” uno spazio nel mondo.

Se non sapete come attuare questa consapevolezza macroscopica vi posso dare qualche suggerimento concreto.

Believe in yourself! Ma tu ci credi davvero?

Suggerimenti per “believe in yourself”.

Scegli quello che ti fa paura.

Certe volte nella vita bisogna osare. Pensate a Laura che non chiede l’aumento di stipendio, perche’ ha paura. In questo caso di cosa ha veramente paura Laura? DI UN RIFIUTO. Qui si potrebbe aprire un vero e proprio vaso di Pandora sull’Io-bambino di Laura. Forse Laura non e’ stata una bambina molto amata da uno dei suoi genitori, le e’ stata rifiutata diverse volte la possibilita’ di fare cio’ che veramente voleva ecc..ecc…

Pero’ ora Laura e’ cresciuta e deve relazionarsi con il suo Io-adulto che e’ quello che sceglie e che prende decisioni logiche. Quindi, anche se ha paura e se teme un rifiuto, dovrebbe osare, dovrebbe chiedere.

Laura esiste e ha tutto il diritto di chiedere il suo aumento. In piu’ Laura e’ bravissima nel suo lavoro e potrebbe anche prendere il posto di Marco se lo volesse. DAI LAURA CHIEDI QUESTO AUMENTO!!!!!!!?

Ritiro dei sensi e centratura.

La prima e’ una pratica yoga, ma potete attuarla anche nella vita di tutti i giorni naturalmente. Consiste appunto nell’estraniarsi da tutto cio’ che ci circonda, guardano solo al nostro interno. Esaminiamo i nostri sensi, sentimenti e pensieri.

Vi faccio un esempio. Mettiamo il caso che avete ricevuto una notizia non bellissima, per usare un eufemismo, e che potete averne conferma solo fra una settimana. Cosa fate? Alcuni di voi risponderanno con ansia pura, altri con rabbia, altri forse con logica.

Rabbia ed ansia dove vi portano? Non di certo in luoghi piacevoli e distensivi. La logica, invece, vi da’ la capacita’ di attendere.

Concretamente come mi isolo dall’esterno?

Pensate all’origine del vostro sentimento: dove nasce la mia rabbia o la mia ansia? Provare questi sentimenti come mi fa sentire?

Vi posso confermare che perdete solo tempo nel rimanere ansiosi o arrabbiati. In ayurveda si dice “non attaccamento”, io vi dico anche che lasciare andare e centrarsi e’ piu’ concreto per voi.

“Centrarsi” altra parolina molto densa di significato, che puo’ tradursi semplicemente con: vai oltre il pensiero che prevale in te nel primo istante, analizzalo e se non e’ conveniente rimanere in quella “posizione” passa oltre.

Tornando all’esempio fatto sopra…..se alla notizia reagisco con ansia e comprendo che questo sentimento deriva da altro, che mi fa stare male inutilmente e che, comunque, provarlo non cambiera’ il risultato finale, allora perche’ insistere su questa strada?

Piu’ vi accanite e vi lamentate….piu’ starete male!

Cosa vi piace veramente?

Questo e’ il DOMANDONE! Cosa vi piace fare? Che cosa vorreste fare nella vita? Quali cose odiate veramente? Cosa vorreste evitare come la peste? COSA VI FA FELICI????

Cercate nel vostro cuore cosa vi fa stare bene, cosa vi farebbe alzare la mattina senza neppure sentir suonare la sveglia. Cercate veramente questa volta il vostro scopo nella vita, perche’ cari miei non siamo qui solo per soffrire, siamo qui per vivere il nostro tempo al meglio che possiamo.

Il paradiso puo’ essere anche qui ed ora!

Namaskar a tutti!?

Pamela Golin

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