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Come possiamo intervenire sul sonno e l’insonnia? Oggi cerchiamo di trovare una soluzione tramite l’ayurveda e la meditazione vipassana.

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Una volta finita una giornata di lavoro molte persone si ritrovano nel letto a contare le pecorelle…di solito si dice cosi’. In me quest’immagine ha sempre fatto emergere un moto d’ira per queste pecorelle che zompettano felici, mentre io non riesco a dormire nonostante sia esausta!

Queste appunto sono le condizioni: stanchezza estrema oppure un inconscio cosi’ potente da “regalarti” un sonno leggero e ad intermittenza.

In ayurveda il sonno e’ un elemento importantissimo di valutazione e l’insonnia in particolare denota un disequilibrio di vata o pitta e delle loro diverse combinazioni.

Quali sono le problematiche che ci portano all’insonnia per l’ayurveda?

Problematiche del sonno di Vata

L’insonnia di tipo Vata significa che sono presenti in modo eccessivo le qualità che contraddistinguono Vata Dosha. Leggerezza e mobilità rendono difficile alla mente fermarsi e riposare. Una persona con un eccesso di Vata avrà difficoltà ad addormentarsi a causa della tendenza della sua mente a reiterare idee, pensieri ed emozioni della giornata appena trascorsa.
Oltre a ciò il sonno sarà leggero ed agitato, caratterizzato da sogni movimentati e difficilmente si riuscirà a raggiungere un sonno tranquillo e soprattutto profondo. Vi sarà la tendenza a svegliarsi spesso e, sulla base dell’orologio doshico, soprattutto nella fascia oraria che va dalle 2 alle 5 del mattino, il periodo dominato appunto dal Vata ambientale. Il risveglio in questo orario renderà difficoltosa la ripresa del sonno.

Problematiche del sonno di Pitta

L’attività psicofisica continua ed incessante che caratterizza gli individui di tipologia Pitta sarà all’origine dei loro disturbi del sonno. Saranno ancora più evidenti se il paziente andrà a dormire in ora tarda, dopo le 22/23; una persona con queste caratteristiche doshiche non avrà una chiara percezione di stanchezza e rimarrà sveglia ed attiva più a lungo. Secondo l’orologio doshico, a quest’ora le caratteristiche tipiche di Pitta si esaltano e fanno sì che non si avverta il bisogno di sonno. Se la veglia si protrae fino alle 2, si entrerà in fase doshica Vata ed allora l’insonnia sarà completa e conclamata, il paziente cercherà ulteriori attività fisiche e mentali per dissipare l’accumulo energetico. La vita notturna degli individui Pitta è caratterizzata da intensa attività mentale, principalmente relativa alle attività diurne, e i disturbi del sonno saranno accentuati anche dalla tendenza ad indulgere in spuntini notturni in virtù dell’apparente assenza di necessità di dormire. Tutto ciò porterà ad un peggioramento della qualità di sonno residua e della digestione in generale. Sono pazienti che riferiranno stanchezza al risveglio e sensazione di non aver dormito.

Ora che sappiamo tutto, ma proprio tutto…Come possiamo combattere i nostri problemi d’insonnia con l’ayurveda?

L’approccio dell’ayurveda, come gia’ vi ho raccontato, va a colpire diversi campi della nostra vita. La nostra routine quotidiana deve essere sempre piu’ o meno la stessa: mangiamo ad orari consoni, cerchiamo di dormire almeno 7 ore per notte, una buona attivita’ fisica, qualche massaggio…insomma cose di cui avevamo gia’ parlato.

Oltre a tutto cio’ cercate di crearvi un piccolo rituale prima di andare a letto: una tisana calda, un massaggio ai piedi con olio caldo, accendere un incenso (magari il palo santo usato anche dagli sciamani per depurare gli ambienti), un cuscinetto caldo sotto la cervicale (in commercio ce ne sono tantissimi, anche elettrici), un coperta in piu’ (ma sotto le coperte vi consiglio di non vestirvi come se andaste al Polo Nord), lavate i denti subito dopo cena, perche’ mentre li spazzolate riattivate il sistema nervoso ed anche vata.

I nostri problemi d’insonnia potrebbero essere risolti praticando anche la meditazione Vipassana.

Ma di cosa si tratta?

Buddha-ayurveda-vipassana

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Il principio su cui si basa la meditazione vipassana, di cui vi faccio solo un breve accenno, consiste nella purificazione della mente da dolore ed angoscia ed il vedere le cose come sono in realta’. Desiderio ed ignoranza sono le piu’ grandi radici della nostra sofferenza. Quello che anche l’ayurveda identifica come un passaggio essenziale e’ il non attaccamento alle cose, alle situazioni. Noi dobbiamo essere capaci e consapevoli di vedere le cose come realmente sono. La consapevolezza e’ la chiave di tutto.

Quindi, come possiamo utilizzare la meditazione Vipassana contro l’insonnia?

Siamo nel letto intenti a “specorellare” le nostre saltellanti pecorelle. Al posto di indulgere in questa pratica inutile iniziamo a respirare ed ascoltare il nostro respiro, seguiamolo per tutto il suo cammino, focalizziamoci solo su quello, cercando di non perderci nel loop del nostro inconscio. Cerchiamo di rilassare una parte del corpo per volta. Potete partire da quelle piu’ doloranti o partire dalla testa o dai piedi. Ascoltate il respiro, mentre rilassate i muscoli e se percepite dolore o qualsiasi altre sensazione soffermatevi (mettere una piccola nota) e proseguite. La sensazione la analizzerete a meditazione finita. Se procedete cosi’ e siete gia’ nel vostro caldo lettuccio dovreste riuscire ad addormentarvi una volta arrivati alle spalle…a me succede cosi’ e naturalmente vi auguro lo stesso!!!

Praticate la meditazione vipassana anche di giorno, magari seduti comodamente su un cuscino, fate vostro il meccanismo. Meditare aiuta a concentrasi oltre che a rilassarsi, quindi, potra’ essere un’aggiunta molto importante nella routine della vostra vita. Vi bastano 10 minuti al giorno per cominciare!!!! Non siate pigri!!!!!

nanna-vipassana

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